14) Pascal. Tre ordini di grandezza .
Questo Pensiero  stato considerato come la chiave di volta, la
sintesi conclusiva dell'intero itinerario filosofico pascaliano. I
tre ordini di grandezza sono quello dei corpi, quello degli
spiriti e quello della carit. Ognuno di essi ha i suoi valori, il
suo impero, splendore, vittorie.  I Pensieri sono indicati
secondo l'enumerazione data dall'edizione Serini e dall'edizione
Brunschwicg.
B. Pascal, Pensieri, S. 795.

795. La distanza infinita che intercede tra i corpi e gli spiriti
adombra la distanza infinitamente pi infinita tra gli spiriti e
la carit, perch questa  soprannaturale.
Tutto lo splendore delle grandezze terrene non ha nessun lustro
per coloro che sono impegnati nelle ricerche intellettuali.
La grandezza degli uomini di pensiero  invisibile ai re, ai
ricchi, ai condottieri di eserciti, a tutti i grandi della carne.
La grandezza della saggezza, che non  nulla se non viene da Dio,
 invisibile alle persone carnali e agli uomini di pensiero. Sono
tre ordini di genere diverso.
I grandi gen hanno il loro impero, il loro splendore, le loro
vittorie, il loro lustro, e non hanno nessun bisogno delle
grandezze carnali, che non li riguardano affatto. Son veduti non
dagli occhi, ma dalle menti: e ci basta loro.
I santi hanno il loro impero, il loro splendore, le loro vittorie,
il loro lustro, e non hanno nessun bisogno delle grandezze carnali
o intellettuali, che non aggiungono n tolgono loro nulla. Sono
veduti da Dio e dagli angeli, non dai corpi n dalle menti
curiose: a loro basta Dio.
Archimede, anche senza lustro mondano, sarebbe venerato
egualmente. Non dette battaglie per gli occhi, ma don a tutte le
menti le sue invenzioni. Oh, come sfolgor alle menti!.
Ges Cristo, senza ricchezze e senza nessuna manifestazione
esteriore di scienza, sta nel proprio ordine di santit. Non fece
invenzioni, non regn; ma fu umile, paziente, santo, santo a Dio,
terribile ai demoni, senza peccato. Oh! come venne in gran pompa e
in prodigiosa magnificenza agli occhi del cuore, che vedono la
saggezza!.
Ad Archimede sarebbe stato inutile fare il principe nei suoi libri
di geometria, sebbene fosse tale.
A Nostro Signore Ges Cristo sarebbe stato inutile, per splendere
nel suo regno di santit, venire da re; ma egli venne con lo
splendore del suo ordine.
E' ridicolo scandalizzarsi della bassezza di Ges Cristo, come se
tale bassezza fosse del medesimo ordine della grandezza che venne
a rivelare. Si consideri tale grandezza nella sua vita, nella sua
passione, nella sua oscurit, nella sua morte, nell'elezione dei
suoi, nel loro abbandono, nella sua segreta resurrezione e nel
rimanente: la si vedr cos grande che non ci sar pi da
scandalizzarsi per una bassezza che non c'.
Ma certuni sanno ammirare soltanto le grandezze carnali, come se
non ce ne fossero di spirituali; e altri ammirano solo quelle
intellettuali, come se nell'ordine della saggezza non ce ne
fossero di infinitamente pi elevate.
Tutti i corpi, il firmamento, le stelle, la terra e i suoi reami
non valgono il minimo tra gli spiriti, perch questo conosce tutto
ci e se stesso; e i corpi, nulla.
Tutti i corpi insieme e tutti gli spiriti insieme e tutte le loro
produzioni non valgono il menomo moto di carit. Questo  di un
ordine infinitamente pi elevato.
Da tutti i corpi presi insieme non si potrebbe far scaturire un
piccolo pensiero:  impossibile, e di un altro ordine. Da tutti i
corpi e da tutti gli spiriti non si potrebbe trarre un sol moto di
vera carit: ci  impossibile, di un altro ordine,
soprannaturale.
B. Pascal, Pensieri, a cura di P. Serini, Einaudi, Torino, 1967,
pagine 341-342.
